12 gennaio-news

Ciao a tutti, stavolta non ho parlato nè con Sacrati nè con Degli Esposti, ho parlato un po’ con tutti quelli che conosco, giornalisti compresi. Queste le notizie quasi tutte sicure, alcune un po’ “radio bugadéra”.

Venerdì Bizzosi deve essere pagato, nel senso che sarà completata la transazione tra lui e la Fortitudo.
Gli stipendi non sono ancora stati pagati (quelli di dicembre) ma è stato preso un impegno concreto per pagarli entro fine mese (il 26 se ho capito bene).
Poi ci sono gli arretrati con le giovanili, parte dello staff e alcuni fornitori.
Queste sarebbero tutte cose normali in una situazione societaria normalmente in bolletta, non sarà la prima nè l’ultima volta che una società sportiva è in ritardo.
Ma la Fortitudo non è una società normale, perché non ha una normale risonanza sulla città. Tutto è amplificato.

Ascoltavo l’altro giorno (no, ieri) Vobevto Mavtini (scusa Roberto ma mi piaceva scriverlo così) e diceva una cosa interessante: domenica scorsa c’erano tra Bologna città e provincia (Bologna Casalecchio e Ozzano) più di 12.000 persone dentro a palazzetti sportivi a vedere pallacanestro. Di queste quasi 4500 erano a vedere Fortitudo Bologna – Acegas Aps Trieste. Una partitona. Erano più o meno le stesse persone che fino all’anno scorso andavano a vedere la loro Fortitudo contro Benetton, Armani o Monte Paschi e fino all’anno prima (e da 10 anni) il Maccabi il Real e l’Olimpiakos. E sono ancora lì. E Gilberto Sacrati si lamenta se lo fischiano, forse pensa di essere lui l’attrattiva per il pubblico, non sa che l’unica attrattiva è una Effe con l’aquila attaccata sulle maglie. Non sono neanche i giocatori in quanto professionisti o talenti, è la Effe che hanno sulla maglia che decreta la passione e l’appartenenza. 

Gil,  la Fortitudo non è micca tua, tu pensava di usarla per arrivare da altre parti, solo che non ti sei è accorto che hai comprato e una una cosa che non è tua. Forse pensavi di comprare un palazzo o una macchina invece hai comprato un pezzo di Bologna che non puoi avere, come il Nettuno. E se qualcuno facesse del male al Nettuno immagino che i bolognesi si incazzerebbero. Ecco perchè sono tutti incazzati con te. Perché pensavi di fare i giochi con una cosa che è moolto più grande di un Parco: è la passione di (quasi) mezza Bologna.


Bon. E allora?
Allora stiamo in orecchio e controlliamo, questo è quello che possiamo fare (e che cerco di fare con voi) e se non onora gli impegni presi ci incazziamo.
Mi ricordo che quando giocavo a Treviso era facile incontare in centro qualcuno della famiglia Benetton da solo o con amici ma mai con guardie del corpo. Mi dicevano che era perché la città voleva bene alla famiglia che tanto aveva fatto per Treviso.

…non so se c’entra ma passavo dal centro ieri e ho visto che il Nettuno aveva l’aria un po’ cupa…

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8 Responses to “12 gennaio-news”

  1. Fabio scrive:

    Scusa Nino, mi permetto di fare un piccolo appunto:
    la situazione stipendi é amplificata, non perché noi siamo la Fortitudo, ma perché il nostro presidente, a cui in tanti purtroppo hanno fatto gioco di sponda abbagliati dal simbolo con la Effe scudata, é circa da 1 e mezzo che racconta panzane e promette, sempre a vanvera, che pagherà tutto … adesso siamo all’ “impegno concreto” … mi ricorda qualcosa 😀
    Fabio

  2. roberto scrive:

    si fabio un certo politico che è premier

  3. roberto scrive:

    la situazione è la stessa,anzi peggiore del 1992,ma le conseguenze saranno veramente pesanti

  4. Marina scrive:

    Vorrei chiedere ad Alberto una cosa: tu dici di cosa abbiamo ancora bisogno per incazzarci, io ti chiedo: siamo già tutti incazzati all’ennesima potenza, ma a questo punto secondo te cosa dovremmo fare? Te lo chiedo proprio nello specifico cioè assumiamo un killer per farlo fuori? Aspettiamo fuori da palazzo una sera al buio e gli mettiamo un sacco in testa e gli diamo delle legnate? Cosa risolviamo con questo?

  5. fabio scrive:

    Mah … io “la mia scelta”, nel mio piccolo, l’ho fatta … non dare più soldi a sacrati. Non voglio fare retorica ma io credo ancora in certi valori, tipo “essere, non avere”, ho sempre pensato fosse sbagliato turarsi il naso e far (quasi) finta di niente … dico solo che una volta tutto questo non sarebbe successo, così rispondo anche a Marina.

  6. roberto scrive:

    speculazione immobiliare..in tempo di crisi questa cosa salta sempre fuori…… mi risulta che l’azienda di sacrati sia in condizioni drammatiche…. che garanzie personali può avere? le parole sue non hanno valore

  7. Marina scrive:

    Anch’io comunque sono una di quelle 3715, ti dirò la verità ho aspettato fino all’ultimo giorno poi non ce l’ho fatta, non sarei mai riuscita a stare a casa da palazzo; altri mi avevano detto “è l’occasione buona per andare a vedere qualche volta in più la Fortitudo fuori casa così non dai i soldi a Sacrati”; anche questo è vero però fatti due conti in tasca ti dico che non sempre mi sarebbe stato possibile.
    Tu dici che c’è ancora chi lo difende, (ci credo se lo dici) ma non vedo a cosa si possono ancora attaccare….solo di una cosa non riesco a capacitarmi e cioè che lui sia sempre presente sia a palazzo che in trasferta (a Verona c’ero anch’io ed era due sedie sotto la mia), ma con che faccia mi domando……anche perchè bene che il Comune abbia spalmato il debito in 5 anni, ma se non riusciva a pagare 800 mila euro l’anno, come farà a pagarne 1,300 mila di euro?
    Vivo giorno per giorno e spero, che cosa proprio non te lo sò dire, solamente spero….spero…spero…
    Ciao

  8. Roberto scrive:

    3715 abbonati e 4000 persone a vedere la serie C di basket (credo che ci sia più gente che a siena con la squadra delle meraviglie) forse sono l’unica possibilità di rendere ancora appetibile la Fortitudo.
    Purtroppo la realtà di Bologna è fatta di tante piccole aziende poche grandi e questo momento pochi soldi.
    I credo che l’unica via d’uscita sia l’interessamento di un gruppo bancario, gli unici a riuscire a far cassa anche nelle crisi.
    Banca di Bologna ed Emilbanca sono molte attente al territorio ma da qui a saperle coinvolgere io non so come fare.

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